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Gli strumenti CAT (Computer Aided Translation) sono dei programmi
sviluppati appositamente per i traduttori professionisti che
aiutano il traduttore a svolgere il suo difficile lavoro concentrando
in un unico "workflow" le varie fasi del processo,
dalla traduzione, al controllo grammaticale, al controllo
di consistenza terminologica. Sul mercato ci sono varie offerte.
I più "gettonati" sono Trados e DejaVu (quello
che preferisco).
Dato che ormai i documenti da tradurre sono sempre più
raramente cartacei (per fortuna!), questi programmi presentano
l'enorme vantaggio di disporre di filtri particolari che estrapolano
il testo dal programma originale. Il traduttore può
quindi dedicarsi interamente al lavoro di traduzione senza
doversi preoccupare della formattazione, di eventuali immagini,
di posizionare le didascalie, dei numeri nelle tabelle, degli
indici, e automatizzare tutte le operazioni di routine. In
questo modo non è garantito solo il risparmio di tempo,
ma si mantiene la concentrazione puntata sull'attività
principale, la traduzione.
L'utilizzo di questi programmi da parte del traduttore rappresenta
un enorme vantaggio anche per il cliente. Con il sopravvento
dei computer in ogni attività umana e con la crescita
esponenziale di Internet, il testo ormai non è più
un segno grafico fisico ma un insieme di bit elettronici.
I formati di questi segni sono tanti quanti sono i programmi
che li possono generare. I CAT consentono al cliente di fornire
il suo testo da tradurre nel formato finale in cui verrà
utilizzato, che può essere ad esempio un banale file
di testo in Word, un complicato prospetto in QuarkXPress o
PageMaker, un sito web completo in HTML con script Java ecc.
Se il cliente ha investito tempo e denaro nell'impaginazione,
nella selezione delle immagini e nella formattazione del testo,
perché mai dovrebbe ripetere le stesse operazioni per
le versioni in altre lingue, se è solo il testo a dover
cambiare?
La prima procedura che si esegue è quella di importazione
del file. In questo processo entrano in gioco i filtri, che
separano le informazioni non rilevanti per la traduzione dal
testo che invece va tradotto. Il testo così "ripulito"
può essere analizzato e tradotto senza altre interferenze.
Ovviamente nel processo di traduzione, il CAT dispiega tutta
la propria potenza: dalla generazione di un glossario al riutilizzo
di materiale in precedenza già tradotto consentendo
in tal modo un rigoroso controllo della terminologia e di
eventuali formule ripetitive in testi fatti anche a mesi o
anni di distanza. La terza fase del processo di traduzione
riguarda il controllo grammaticale e terminologico del lavoro.
Al termine, quando tutto è stato varie volte ricontrollato,
si procede con l'esportazione del file nel suo formato originale.
Per saperne di più: www.cat-trainer.it
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